Il progetto si inserisce nella problematica relativa al trattamento della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU), con un approccio orientato ad impianti di piccola taglia in grado di trattare “in loco” il materiale raccolto.

Gli impianti di piccola taglia, infatti, sono più facilmente accettati socialmente e distribuiscono equamente, fra le varie comunità il problema, perché ciascuna di esse tratterà il rifiuto da essa stessa prodotto. L’obiettivo potrà essere raggiunto se gli impianti sono fortemente automatizzati, controllabili in remoto e con costi di investimento e di esercizio contenuti. Nello specifico, ci si propone di dimostrare che la FORSU, sottoposta ad un processo di digestione anaerobica preceduto da una fase di idrolisi termica assistita chimicamente consente di aumentare significativamente la producibilità di biogas e di rendere il digestato compatibile con un riutilizzo agronomico.

L’impianto sarà in piccola scala, di tipo dimostrativo e sarà dimensionato per processare un quantitativo limitato di FORSU, ma sufficiente a dimostrare la completa funzionalità dell’impianto e le sue potenzialità interattive.

Controllato da remoto, l’impianto sarà completato con un portale web informativo che consentirà ai vari utenti, con diversi livelli di accesso di esprimere commenti, suggerimenti e livello di gradimento; ovvero di monitorare lo stato di funzionamento dell’impianto e le sue prestazioni. L’impianto, salvo modifiche seguenti alla fase di coprogettazione con l’utente finale, sarà disegnato per processare circa 10kg/giorno di FORSU e sarà composto da una sezione di pretrattamento, una sezione di idrolisi termica e una sezione di digestione anaerobica. Sarà misurata la produzione e la qualità del biogas. Sarà verificata la compatibilità dell’utilizzo agronomico del digestato, eventualmente disidratato ed essiccato.